Curcuma in bulbo: proprietà, benefici:

La curcuma è una spezia molto simile a un farmaco. Si utilizza per curarsi, ma viene innanzitutto aggiunta all’alimentazione quotidiana a titolo preventivo, per non ammalarsi. Alla luce delle sue numerose virtù, non andrebbe più esclusa dall’alimentazione e ognuno di noi dovrebbe prendere l’abitudine di utilizzarne un pizzico nella cucina di tutti i giorni.

Poiché la salute è un bene prezioso, la curcuma va accolta come uno dei doni che la natura ci ha messo a disposizione per salvaguardarla. Cominciando da quella antinfiammatoria, questa spezia può infatti dare una mano al nostro organismo nel ridurre i meccanismi infiammatori. Svolge inoltre un importante funzione depurativa, supportando il nostro corpo nel processo di espulsione delle tossine, ed incrementando la produzione della bile. La curcuma è inoltre un noto elemento antiossidante e antitumorale, cicatrizzante e digestiva.

Tra le sue altre proprietà, spiccano quella di stabilizzatore glicemico, antibatterico, antistaminico, immunostimolante, seboregolatore, lenitivo, e protettore cardiovascolare. Insomma, un vero e proprio portento per il nostro organismo, ben noto agli appassionati di cucina. Infatti, la curcuma può essere utilizzata per poter preparare delle bevande o come spezia di condimento.
Le ricette in merito sono davvero tante, e molto dipende dall’utilizzo e dalla finalità che desiderate che questa spezia abbia per voi.

Infinite sono le composizioni nutrizionali di questa spezia, a tal punto he viene usata per molteplici funzionalità, sia curative, culinarie, estetiche, e tinteggiature per tessuti e nutritive per capelli.
Ne elenchiamo alcune:

Rimedio naturale contro l’artrite: Le ormai conosciutissime proprietà anti-infiammatorie della curcuma sono ottime per trattare l’osteoartrite e l’artrite reumatoide.

Mantiene il diabete sotto controlloLa curcuma può essere utilizzata nel trattamento del diabete. Infatti, offre il suo supporto nel tenere in moderazione i livelli di insulina. È anche in grado di migliorare il controllo del glucosio e di aumentare l’effetto dei farmaci utilizzati per trattare il diabete. Un altro notevole vantaggio è l’efficacia della curcuma nel ridurre la resistenza all’insulina.

Questo può prevenire l’insorgere del diabete di tipo 2. Tuttavia, se la spezia entra in contatto con farmaci dall’elevata potenza, potrebbe causare l’ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue). Prima di ingerirla in questo caso, noi consigliamo di consultare il proprio medico che saprà indicarvi qual è la soluzione più adatta per voi. Riduce i livelli di colesteroloMolte ricerche scientifiche hanno dimostrato che utilizzare la curcuma come condimento nell’alimentazione può ridurre i livelli di colesterolo cattivo. Ciò è molto importante in quanto mantenere al proprio posto il colesterolo previene molte malattie dell’apparato cardiovascolare.

Supporta il sistema immunitario: La curcuma contiene una sostanza nota come lipopolisaccaride, capace di contribuire a stimolare il sistema immunitario. Infatti, un sistema immunitario forte e che funziona bene riduce le probabilità di contrarre influenza, raffreddore e tosse. Aiuta la cicatrizzazione delle ferite come agente antisettico e antibatterico naturale, la spezia può essere usata come disinfettante naturale. In caso di tagli o scottature, potete cospargere sulla ferita della polvere di curcuma per accelerarne il processo di guarigione.

La curcuma aiuta anche a riparare la pelle danneggiata ed è possibile utilizzarla per il trattamento della psoriasi e di altre condizioni infiammatorie della pelle. Previene alcune malattie del cervello. Una delle principali cause del Morbo di Alzheimer e di altri disturbi cognitivi è un’infiammazione del cervello. La curcuma aiuta supportando la rimozione della placca che si accumula nel cervello e ne migliora il flusso di ossigeno.

Di conseguenza previene o rallenta la progressione della malattia. Ma fate attenzione a non sostituirla con i medicinali e i trattamenti del vostro medico. Infatti, come è stato detto in precedenza, la curcuma non è un farmaco e neanche spezia miracolosa. Ha delle ottime potenzialità che potete sfruttare a vostro vantaggio per la vostra salute, ma in caso di malattie contattate sempre un professionista.

Migliora la digestione: Molti componenti chiave della curcuma stimolano la cistifellea per la produzione di bile.

Ciò si traduce in una migliore digestione e in una riduzione di aria nella pancia. Inoltre, è utile nel trattamento di molte malattie infiammatorie dell’intestino, come la colite ulcerosa. Tuttavia, è importante tenere a mente che chi ha calcoli alla cistifellea non deve assumere la curcuma in quanto ne potrebbe peggiorare, invece, le condizioni. In ogni caso, se si soffre di problemi digestivi è preferibile consumare la curcuma in forma grezza.

Previene le malattie del fegato: per ultimo ma non meno importante, la curcuma è una sorta di disintossicante naturale del fegato. In particolare, il fegato purifica il sangue attraverso la produzione di enzimi ene aumenta la produzione.
Questi riducono le tossine nel corpo e ne migliorano la circolazione sanguigna. Concludendo, tutti questi fattori sostengono una corretta salute del fegato e tutto ciò che ne consegue di positivo.

La curcuma per la pelle :La curcuma è un ottimo rimedio naturale per la pelle. Riesce a risolvere alcune problematiche, e protegge la cute.

Ha un alto potere antiossidante, antinfiammatorio e contrasta i radicali liberi. Il principio attivo utile a questa azione, contenuto nella curcuma, è la curcumina. Per il melanoma, che è un cancro della pelle, la curcuma può essere molto utile. 

Pur non avendo complicanze, il suo impatto da un punto di vista sociale è molto forte. In particolare, se colpisce il viso, può portare ad isolamento psicologico e sociale. La curcuma viene spesso usata anche per l’acne. Questa spezia riesce a stabilizzare il sebo, grazie alla curcumina. L’acne viene attenuato dalla sua azione regolatrice.

Origini e cenni di storia:

Già 4000 anni fa gli indiani facevano ampio uso della curcuma, essendone il primo produttore al mondo, considerata una spezia fondamentale, legata ai rituali religiosi indù per il suo potere colorante giallo, correlato al sole. Certe stoffe tinte artigianalmente (vesti dei monaci buddisti), i cosmetici usati per le nozze e le festività (capelli delle spose), il curry, sono solo alcuni esempi dell'utilizzo del suo forte potere colorante. La curcuma longa, dal rizoma arancio brillante che grattugiato offre la polvere d'oro, è una radice della famiglia dello zenzero.

Già nell'antica tradizione orientale questa radice tropicale era considerata importantissima anche per le sue virtù terapeutiche utili a curare tutti gli organi del corpo. Secondo la medicina tradizionale il suo principio, la curcumina, risolverebbe problemi di cuore, fegato, polmoni, oltre ad essere efficace contro i vuoti di memoria.
Recentemente, è stata oggetto di studi in relazione alle sue virtù antinvecchiamento: gli esami di laboratorio condotti da ricercatori italiani e ricercatori statunitensi hanno confermato la capacità dei suoi antiossidanti nel contrastare lo sviluppo di disordini neurodegenerativi legati all'invecchiamento del cervello, quali il cancro e l'Alzheimer.

In cucina la curcuma, detta anche zafferano delle indie o zenzero giallo, da ai piatti un aroma piccante, che ricorda un po’ lo zenzero, ma più amaro. Viene utilizzata praticamente in tutti i piatti di carne e verdura indiani, sia nelle miscele di spezie. Indonesia e Nord Africa apprezzano in particolare il riso pilaf colorato e aromatizzato con questo rizoma, perché in cottura il suo aroma si attenua e non crea vincoli particolari con carne o pesce. A Bali, in Indonesia, se ne mescola la polvere con latte di cocco e lemon grass per condire il riso.

Nelle nostre tavole la curcuma compare mimetizzata, viene infatti usata industrialmente come colorante della senape, oltre che per certi formaggi e liquori. Può capitare di acquistarla nei viaggi in Oriente, dove spesso viene spacciata per il più costoso zafferano, come del resto avveniva già nel Medioevo, quando era chiamata “zafferano indiano”.

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Scheda tecnica

Provenienza
India
Tipologia
Spezie intere

Riferimenti Specifici

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