Questo cereale antico, viene coltivato e introdotto nell'alimentazione umana almeno da 5.000 anni. Rende il meglio nelle ricette con i suoi chicchi perlati: facili da cuocere senza necessità di ammollo, sostanziosi e dall'aroma delicato. È un'ottima alternativa al riso e all'orzo nelle ricette di risotti, zuppe e stufati, e si presta benissimo a creare insalate fredde e contorni.

Che proprietà ha il farro perlato?

Questo cereale antico è ricco di sostanze nutrizionali tra cui proteine, vitamine e minerali come potassio, sodio, calcio, fosforo, ferro e selenio. Rende disponibile l'acido fitico, utile antiossidante per il nostro organismo.
Costituisce un pasto energetico e sostanzioso, è privo di colesterolo e diventa una buona fonte di proteine, contribuendo alla crescita e al mantenimento della massa muscolare. Il valore biologico delle proteine, comprende gli amminoacidi essenziali per il nostro organismo.
Per capire meglio a cosa fa bene il farro perlato, è importante valutare la sua buona funzione anche nella digestione. Favorisce il corretto funzionamento dell'intestino grazie alla presenza di fibre. Aiutano il transito del cibo nell'intestino e prevengono stati di gonfiore, stitichezza e gas intestinali. Oltre a questo, per chi si chiede a cosa fa bene mangiare farro si deve tenere conto che contiene pochi grassi ed è ricco di vitamine del gruppo B – lo rende utile per integrare queste sostanze nella dieta e mantenere i giusti livelli di niacina.

Cosa contiene il farro perlato

I suoi valori nutrizionali li potrete verificare nella tabella sottostante. Contiene un buon apporto di proteine (circa 13 g / 100 g) e minerali, oltre ad essere una fonte di vitamine del gruppo B (vitamina B2, B3 e acido folico). Dal punto di vista energetico, le calorie del farro perlato sono paragonabili a quelle di altri cereali (100 g apportano 343 Kcal).

Che differenza c'è tra farro e farro perlato?

La perlatura è il procedimento per raffinare il farro, eliminando lo strato esterno e il germe. In tal modo si rende il chicco del farro leggermente “perlato”, ideale per una cottura pratica e veloce, senza necessità di ammollo. Inoltre, il farro sottoposto a perlatura è ottimo da cucinare, dato che assorbe meglio i sapori degli altri ingredienti.

Farro perlato dove comprarlo

Se desideri provare questo cereale antico nelle tue ricette, puoi acquistare il farro perlato in vendita online sul nostro eShop Natura d'Oriente. Lo troverai nelle pratiche confezioni salva freschezza da 500 g, 1 kg e 2 kg – formato maxi convenienza per la tua scorta di farro perlato. Può essere conservato al meglio per diversi mesi, proteggendolo dall'umidità e dall'aria.

Come cucinare il farro perlato

Le sue ottime doti nutrizionali si abbinano ad una consistenza morbida, che lo rende ottimo per creare ricette sia fredde sia calde. I chicchi di farro perlato vengono solitamente utilizzati in ricette dove può sostituire il riso, come minestre, zuppe, risotti o insalate fredde. Rende il meglio in abbinamento alle verdure, con il delicato aroma che ricorda la nocciola, e può essere accostato a diverse erbe e spezie.
Come cuocere il farro perlato? Non richiede tempi di ammollo, il che rappresenta un vantaggio per molte ricette. Per ottenere una consistenza ottimale, si sciacqua il farro perlato sotto acqua corrente, per eliminare tutte le impurità. In una pentola con acqua fredda, si porta solitamente in ebollizione e poi si riduce il fuoco fino a cottura. Si può anche cuocere in un brodo vegetale o di carne, in base alla ricetta. Complessivamente i tempi di cottura vanno dai 20 ai 40 minuti – da valutare quando diventa tenero e in base alle preferenze; con pentola a pressione i tempi si riducono mentre nella cottura al vapore si allungano.
Primi piatti: il farro perlato è ottimo nelle minestre e nelle zuppe di farro e legumi, negli stufati o in teglia. Diverse ricette accostano il farro con ortaggi come carote, zucchine, peperoni e spinaci. Altre combinazioni squisite possono includere pesce arrosto, gamberi, vongole o frutti di mare. Per le insalate fredde si abbina bene con pomodorini, fagiolini, uova, olive, cipollotti, rucola. Si può accostare a formaggi molli, feta e mozzarelle. Si possono seguire molte ricette tipiche di Umbria e Toscana, dove questo cereale è tradizionalmente usato. Sostituisce il riso creando una variante nel risotto classico come nel farrotto – ricetta in cui si fa tostare il farro e si unisce il brodo vegetale.
Secondi piatti: si può usare il farro per creare dei ripieni, come nei pomodori farciti con farro. Ottimo per creare polpette di farro. insaporendo il cereale con erbe aromatiche o spezie, apprezzate da vegani e vegetariani.

La Ricetta Farrotto alle zucchine

Ingredienti: 300 g di farro -1 litro di brodo vegetale - 5 zucchine medie - 2 spicchi d’aglio – olio extravergine d’oliva - sale e pepe q.b. - formaggio grana grattugiato (a scelta) Prepara il brodo vegetale e fallo bollire. Nel mentre, taglia le zucchine a rondelle. Sciacqua il farro in acqua fredda. Versa un cucchiaio di olio d'oliva in una padella capiente, e inserisci le zucchine. Falle cuocere a fiamma alta per 3-4 minuti.
Aggiungi il farro per farlo tostare 4-5 minuti. Versa gradualmente il brodo bollente sul composto di zucchine e farro tostato (un mestolo alla volta). Continua la cottura per circa 40 minuti. Aggiungi sale e pepe.
Finisci con la mantecatura, usando un filo di olio a crudo oppure il formaggio grana grattugiato.

Quando non mangiare il farro? Controindicazioni ed effetti collaterali

Non sono presenti particolari avvertenze per il consumo di questo cereale a meno che non sia presente un'intolleranza o allergia all'alimento. In ogni caso, data la presenza concentrata di amidi, chi soffre di glicemia alta può mangiare il farro con moderazione, per evitare un eccessivo apporto di carboidrati. Chi soffre di stitichezza può mangiare il farro per migliorare il transito intestinale grazie alle fibre. Quante volte a settimana si può mangiare il farro? Di regola secondo molti nutrizionisti per una dieta equilibrata si può inserire il farro nella dieta spesso, anche tutti i giorni della settimana con frequenza giornaliera, con porzioni di circa 60-80 grammi – valutando sempre l'apporto di amidi.

Dove è nato il farro? Le origini di un cereale antico

È considerato il precursore del grano, tra i cereali più antichi coltivati fin dall'antichità in diverse parti del mondo. La pianta spontanea nella varietà del farro piccolo è nata circa 10.000 anni fa, seguita dal farro medio diffuso tra il Mediterraneo e il Caucaso.

Data la grande capacità di adattarsi a terreni e climi diversi nel tempo, pressappoco 5.000 anni fa sono iniziate le coltivazioni del farro medio (Triticum dicoccum – famiglia Poaceae) nel territorio del Medio Oriente. Passando poi con altre varietà nella dieta delle popolazioni della Mesopotamia, dell'Egitto e della Grecia. Veniva utilizzato come cereale sostanzioso per la preparazione di zuppe, brodi, pane di farro e stufati in pentola. Era un ingrediente prezioso presso i Romani lo usavano come moneta di scambio, ma anche come ottima fonte di proteine ed energia a lento rilascio per l'esercito (era masticato durante le marce).

Negli ultimi anni sono state rivalutate le sue proprietà nutrizionali, pertanto oggi molto apprezzato nelle diete benessere, oltre che nella cucina gourmet con ricette creative e appetitose. Viene coltivato tradizionalmente in Europa e in alcune zone el Medio Oriente, e particolarmente nelle regioni dell'Italia centrale, con diverse ricette tipiche in Toscana, Umbria e Lazio.
Per il consumo a livello alimentare, il farro in vendita si trova nelle forme di farro perlato o decorticato. Perché in questo cereale le parti esterne (glumetta) aderiscono molto a quelle più interne, per questo si parla di chicchi “svestiti” prima di poterli usare a livello alimentare, tramite decorticazione o perlatura – procedimenti di raffinazione.

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Scheda tecnica

Carboidrati di cui zuccheri
0.95g
Carboidrati:
83.6g
Grassi:
2.3g
Proteine:
13.4g
Saturi:
0.51g
Valore energetico (calorie):
343 Kcal
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