Un preparato per condire la pasta che non corrisponde a una ricetta tradizionale ma è formato dagli ingredienti più usati per condire la pasta in giro per l’Italia.  

Come utilizzare il nostro preparato per la pasta all'italiana

Versare due cucchiaini di prodotto in una padella con olio extra vergine di oliva e far soffriggere alcuni minuti. Cuocere la pasta, una volta pronta, scolarla e saltarla nella padella con la salsa ottenuta. Servire il piatto ben caldo con una spolverata di parmigiano.

Gli ingredienti della pasta all’italiana

Anche se esistono alcune ricette famose in tutto il mondo che non lo includono quando si pensa alla pasta come simbolo dell’Italia invariabilmente si pensa al piatto di spaghetti col sugo di pomodoro. 

Le olive come abbiamo visto in altre schede sono onnipresenti nelle ricette di pasta tipiche del Sud Italia.  

Stesso discorso vale per i capperi, ingrediente comunissimo nella cucina meridionale e presenti anche in molti primi piatti. 

Cipolla e aglio non possono mancare in un buon soffritto e il prezzemolo e l’origano sono certamente tra le erbe aromatiche più usate.

Storia della pasta in Italia

Chi ha inventato la pasta? Innanzitutto non i cinesi, o meglio loro hanno inventato la loro pasta che è un prodotto completamente diverso dalla pasta italiana, il processo di produzione è diverso. E no, la pasta italiana non è una derivazione di quella cinese perché la pasta in Italia era diffusa già prima del ritorno di Marco Polo dall’Oriente. 

Allora la pasta è invenzione autoctona? Dipende: se consideriamo la lagana (in latino làganum) un antenato della pasta sì, si trattava di una sfoglia di acqua e farina che nell’antica Roma si farciva con carne, vi ricorda nulla? E infatti l’assonanza con lasagna non è una coincidenza. Se per pasta intendiamo la pastasciutta, cioè il prodotto essiccato l’origine è nell’Italia araba, diversi autori arabi ne parlano. In particolare Al-Idrisi, geografo di Ruggero II di Sicilia nel 1154 (il viaggio di Marco Polo in Cina avviene tra il 1271 e il 1292) racconta che a Trabia (30 km da Palermo) c’erano molti mulini e si produceva una pasta derivata dal làganum romano ma che veniva realizzato sotto forma di fili, in seguito prenderà il nome di vermicelli, ma l’autore arabo nella sua lingua la chiamava itriyya (dall'arabo itriyya derivato dal greco itrion, che significava “pasta secca stirata e filiforme”) quindi a differenza di quella romana qui siamo giunti alla pasta che veniva fatta essiccare ed infatti la pasta di Trabia era richiesta da mercanti di tutta la penisola. 

Dunque dobbiamo concludere che l’origine della pasta è nella cultura araba ma il luogo è il sud Italia? Forse ma è probabile che gli arabi la conoscessero già, una pasta essiccata è un cibo comodissimo da portarsi dietro nei lunghi spostamenti nel deserto. 

La fortuna della pasta che la fa diventare il cibo popolare per eccellenza inizia probabilmente durante la spaventosa carestia del 1600 nel regno di Napoli, da un lato la carne e il pane scarseggiavano, dall’altro alcune innovazioni tecnologiche permisero ai produttori di calare il costo della pastasciutta e il popolo a questa si rivolse per sfamarsi. 

Nello stesso periodo nella stessa area viene inventata anche la salsa di pomodoro visto che la produzione di questo frutto proveniente dal Nuovo Mondo aveva ormai preso piede.

Curiosità sulla pasta

Le persone del popolo consumavano la pasta come cibo di strada e mangiandola con le mani, quando si diffuse la salsa al pomodoro i nobili inizialmente non mangiavano la pasta condita in questo modo, solo con l’invenzione della forchetta a quattro rebbi quando diventò agevole mangiarla con quella senza sporcarsi le mani scoprirono questa delizia. 

Nella Napoli del 700 e 800 la pasta veniva impastata coi piedi dagli operai, questa pratica venne sospesa per motivi igienici nel 1883 su ordine del re Ferdinando II di Borbone.

La cottura al dente aiuta a rendere la pasta più digeribile, abbassa l’indice glicemico del pasto e aumenta il senso di sazietà. 

Dal punto di vista nutrizionale la pasta non può essere piatto unico, mancano nutrienti essenziali, ad esempio le proteine che non dovrebbero mai mancare nella dieta, d’altro canto considerare un cibo calorico come la pasta come solo un primo piatto può portare a spiacevoli sorprese quando ci si va a pesare. Il segreto sarebbe rendere la pasta piatto unico inserendo nel condimento verdure e proteine, un ricco piatto di pasta condito in modo da avere tutti i nutrienti. 

0109/50

Scheda tecnica

Carboidrati di cui zuccheri
19,6 g
Carboidrati:
55,9 g
Grassi:
4,7 g
Sale
2,6 g
Proteine:
14,4 g
Saturi:
0,9 g
Valore energetico (calorie):
324 Kcal

Riferimenti Specifici

ean13
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