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Frutta secca nell'alimentazione dei bambini

Frutta secca nell'alimentazione dei bambini

Più volte abbiamo dedicato spazio all'importante ruolo che la frutta secca e disidrata può giocare in una corretta alimentazione facendo sempre riferimento a soggetti adulti. Quando si parla di bambini infatti, viene spesso lasciata in disparte (quando non messa erroneamente al bando), ma le basi per una dieta equilibrata vanno costruite fin da piccoli e fatti salvi i casi di specifiche allergie, rapprensenta una valida fonte di nutrienti durante l'infanzia....nonchè una sana alternativa a snack e merendine "industriali".
Vitamine, acidi grassi essenziali, proteine e fibre alimentari, preziose per la salute ed il benessere degli adulti, quanto per il corretto sviluppo dei bambini in fase di crescita. Noci, mandorle, nocciole, pinoli e anacardi, uniti a yogurt cereali e frutta secca, alimenti sani e nutrienti ideali a colazione, come snack o spuntino, da integrare nella dieta quotidiana, con le opportune cautele sin dalla prima infanzia.

Quando introdurre la frutta secca nell'alimentazione del bambino

Si tende generalmente a ritardare l'introduzione della frutta secca a guscio nell'alimentazione dei bambini essenzialmente a causa di due giustificati timori, il rischio di soffocamento per aspirazione (quando il frutto viene consumato intero) e le reazioni allergiche a cui dedicheremo un paragrafo più avanti. Solitamente i bambini iniziano a consumarla tra i 4 ed i 5 anni, ma con il consenso del pediatra ed una corretta anamnesi allergologica, l'introduzione può avvenire già a partire dal primo anno di età, durante lo svezzamento, ovviamente in questo periodo i frutti andranno proposti al bimbo sotto forma di farina o finemente tritati.

Bambini e frutta secca: la paura delle allergie

In anni passati era prassi raccomandare ai genitori l'eliminazione dalla dieta dei cosiddetti alimenti allergizzanti dalla dieta della madre, nel periodo della gravidanza e dell'allattamento e di ritardarne il più possibile l'introduzione nell'alimentazione del nascituro, con l'obiettivo di scongiurare la possibile comparsa di allergie alimentari. L'assunto sul quale si basava tale indicazione è stato negli anni confutato dai dati emersi negli studi sul campo, ritardare l'introduzione di tali alimenti nella dieta dei bambini, non contribuisce a ridurre l'incidenza delle allergie che si mostra invece in gran parte legata a fattori alimentari. Sebbene esistano famiglie di alimenti che presentano maggiori rischi, di fatto ogni alimento può essere potenzialmente allergizzante. Sembrerebbe al contrario che il contatto precoce dei bambini con cibi potenzialmente allergizzanti ridurrebbe la possibilità di sviluppare allergie. Perciò, con il benestare del pediatra, che di certo saprà indicarvi la miglior soluzione, fate provare senza timore ai vostri figli il gusto ed i benefici della frutta secca. Il pediatra potrà soprattutto darvi informazioni rispetto alle quantità appropriate da introdurre nella loro dieta dato che non dobbiamo dimenticare che stiamo pur sempre parlando di cibi ad elevato apporto calorico.