Zafferano polvere

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Lo zafferano è molto utilizzato nella cucina orientale per preparare piatti di carne,  pesce, a base di riso, dolci. Il profumo intenso e persistente e l'aroma amarognolo che lo caratterizza ne fa una delle spezie più preziose e costose al mondo. In Italia è noto l'uso sul risotto alla milanese INGREDIENTI Zafferano polvere Origine: Spagna La confezione e' composta da 2 grammi

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Zafferano polvere: proprietà, benefici ed usi Proprietà e benefici Lo zafferano in pistilli, di colore rosso, gusto deciso, intenso aroma , è utile non solo in cucina, ma nella cura e nella prevenzione di diverse patologie, fungendo da antidepressivo, in particolare nelle forme lievi di depressione, oltre ad aiutare a controllare gli sbalzi d’umore nel periodo premestruale. Inoltre, abbassa i livelli di stress per via del suo influsso sulle capacità cerebrali, è un coadiuvante della memoria; è digestivo, per via dei suoi pigmenti che entrano velocemente in circolo e aumentano la secrezione della bile e dei succhi gastrici ( per questo è consigliato per chi soffre di gastrite); accelera il metabolismo, grazie alle vitamine del gruppo B che favoriscono l’assorbimento dei grassi; diminuisce la pressione sanguigna, riducendo ipertensione e ipercolesterolemia in quanto contiene poche calorie e fluidifica il sangue. Ma le sue proprietà sono davvero infinite: è consigliato nei casi di gengive irritate, per rallentare la perdita della vista in vecchiaia, agendo sui geni che regolano le cellule foto recettrici; agisce sulle fibre capillari, fortificando i capelli, rendendoli voluminosi e proteggendoli dall’aggressione di sole e vento. Inoltre, ha proprietà disintossicanti e antinfiammatorie, placando le infiammazioni soprattutto reumatoidi; ha proprietà afrodisiache, aumentando la produzione di serotonina e quindi il desiderio. Origini e cenni di storia Lo zafferano è conosciuto e utilizzato fin dai tempi antichi. Ne troviamo traccia nella Bibbia, dove il nostro crocus sativus è una delle piante aromatiche più pregiate che si trova nel giardino del Cantico dei Cantici. E’ raffigurato nel palazzo di Cnosso e menzionato dagli egizi nel Papiro di Ebers. Fino al Medioevo le pianta aveva il nome di croco, poi gli arabi lo cambiarono in za'faran (termine derivato dal persiano Sahafran) in riferimento al colore giallo assunto dagli stimmi dopo la cottura. L’etimologia della parola Zafferano viene dall’arabo Za’feràn o “sahafaran” in persiano, passando per il latino “safranum“. La radice è il termine persiano “asfar” che significa “giallo”. Si tratta di un crocus, pianta della famiglia delle iridacee, Il Crocus sativus ovvero lo zafferano deriva da una intensiva selezione sul Crocus cartwrightianus, pianta originaria di Creta. Secondo la medicina naturale gli stimmi della pianta erano prescritti contro reumatismi, gotta, mal di denti e come abortivo, applicandolo sia direttamente sull’utero che assumendolo per via orale. Nella cucina medioevale e rinascimentale lo zafferano veniva impiegato oltre che per l’aroma anche per la colorazione simile all’oro, quale antidoto contro tutti i mali. Durante la storia lo zafferano ha avuto gli usi più disparati: per profumare, tingere tessuti, dipingere, curare alcune malattie, colorare alimenti e insaporire vivande. Il ritorno dello zafferano in Italia sembra sia nel medioevo, portato dai monaci, in particolare dall’inquisitore Domenico Santucci, frate abbruzzese di Navelli. Da qui ha iniziato a diffondersi, in particolare in Sicilia, Sardegna, Umbria, Toscana e Abruzzo, zone in cui ancora oggi è diffusa la coltivazione dello zafferano. Oggi lo zafferano viene riscoperto anche in Lombardia, grazie ai nostri zafferaneti brianzoli finalmente il risotto alla milanese può esser realizzato con ingredienti a kilometro zero. Uso in cucina RISOTTO ALLA MILANESE INGREDIENTI  350 grammi di riso arborio 125 grammi di burro 200 millilitri di vino bianco 150 grammi di parmigiano grattugiato 1 cipolla 1 litro di brodo 1 bustina di zafferano Sale q.b PREPARAZIONE Per prima cosa, tritate finemente la cipolla e fatela rosolare con il burro, che avrete fatto sciogliere a fuoco lento, precedentemente.Unite, poi, il riso e fatelo tostare insieme al resto, permettendogli di assorbire bene il burro.Successivamente, alzate la fiamma e bagnate il riso con il vino e con quattro mestoli di brodo bollente. Non dimenticate di mescolare continuamente, in modo tale da far assorbire il tutto.5 minuti prima della fine della cottura, sciogliete lo zafferano nel brodo e versatelo nel riso, facendo amalgamare bene. Appena cotto, il riso andrà mantecato con il parmigiano grattugiato.Infine, aggiustate con il sale e lasciate riposare per qualche istante e servitelo a tavola.

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